28 Agosto 2020 Giandomenico Allegri

12.000 giovani veneti ogni anno migrano all’estero. Le mie proposte per occupazione e occupabilità giovanile 4.0

Occupazione e occupabilità giovanile 4.0: il Veneto è un rubinetto che perde acqua, a rischio la competitività e la crescita futura della regione.
C’è un’emorragia di risorse umane e di energie nella nostra regione, un numero esorbitante, 12.000 giovani, in gran parte diplomati e laureati che formiamo qui, che – dati Censis – ogni anno lasciano il Veneto per andare all’estero alla ricerca di opportunità per il proprio futuro.
Per qualcuno l’estero è una scelta libera, per molti altri invece è una scelta obbligata, dettata dalla necessità, pur in una regione notoriamente ricca, e di questo dobbiamo parlare.
Cosa fare?
Sono abituato per mestiere a guardare più in là, a ottimizzare.
Sul piano della capacità attrattiva del Veneto, propongo di incrementare gli ITS specializzati, sull’esempio dell’ITS Logistica Quadrante Europa di Verona, incentivare le imprese tecnologicamente all’avanguardia e le collaborazioni con le università.
Sul piano dell’occupabilità, vediamo che c’è lavoro, ma spesso mancano le figure richieste dal mercato: dobbiamo attivare politiche regionali giovanili avanzate, l’up skilling per l’occupabilità, favorire cioè le competenze 4.0 dell’era digitale, ma anche la riqualificazione professionale e una cultura imprenditoriale tra i giovani per la nascita di imprese innovative.
Ed è fondamentale una decontribuzione per almeno 3 anni per le nuove assunzioni sotto i 30 anni, non solo al Sud, ma in tutto il Paese.
Ogni giovane formato e assunto è un investimento per l’azienda e per l’intera società.
Dobbiamo anche mettere contributi per la formazione aziendale continua dei dipendenti, questo non è un costo, ma un investimento in una società sempre in rapida evoluzione”.
Faccio un esempio, secondo la Oxford University nei prossimi cinque anni si creeranno in Europa 9 milioni e mezzo di nuovi posti di lavoro legati all’IT e all’industria nei settori AI, coding, internet of things: vogliamo o no sostenere i nostri giovani dando loro la bussola che serve perché non svaniscano le loro speranze, aspirazioni, i progetti di vita e non solo lavorativi?
Non si tratta solo di formazione e di occupazione. Si tratta anche di creazione di una famiglia e di natalità. L’Istat prevede in Italia solo nel 2021 39mila nascite in meno causate dalle preoccupazioni socio-economiche delle giovani coppie.
Questo è grave.
Dobbiamo lavorare a un orizzonte politico in cui questa generazione si preoccupi di creare oggi le condizioni necessarie ai propri figli nel Veneto di domani.