5 Agosto 2020 Giandomenico Allegri

Centri del riuso, upcycling per l’ambiente, ecosostenibilità e azioni green

Durante la visita con il Candidato Presidente Lorenzoni sul territorio, uno degli appuntamenti è stata la visita al Centro del riciclo e del riuso a Sommacampagna. Ho voluto mostrare al nostro Candidato Presidente un esempio virtuoso di sostenibilità, di upcycling, di azione ambientale e sociale.

Il Centro è una realtà di assoluta eccellenza, gestita da una trentina d’anni dai volontari del Gruppo Missionario locale, con circa 120 soci-tesserati, dove si raccoglie e si recupera materiale usato e scartato, anche attraverso la raccolta mensile porta a porta di indumenti, scarpe, biancheria, libri, giocattoli e similari, se necessario si ripara e gli si dà nuova vita rimettendolo in circolo.

Il Centro raccoglie anche offerte da privati e soci, che poi destina alla solidarietà locale e internazionale. Ma soprattutto viene fornita una risposta alla sensibilità di molti noi, a tutti coloro che hanno a cuore la riduzione dello spreco.

La portata economica di questo Centro in termini di risorse recuperate è considerevole. Basti pensare che solo nell’ultimo anno sono stati raccolti 67.000 kg di indumenti, insieme ad altri materiali per la casa, inclusi mobili, per un valore recuperato di grande rilevanza.

Per non parlare dell’enorme valore umano che si attiva in questa realtà. Nell’ultimo anno i volontari hanno lavorato per 13.500 ore in operazioni di raccolta, smistamento, a volte lavatura, asciugatura e stiro di alcuni capi, cardatura della lana di vecchi materassi recuperati, imbottitura di cuscini, svuotamento di appartamenti o trasporto mobili a domicilio, distribuzione di calendari, brochure e notiziari, mostre o banchetti occasionali di sensibilizzazione del pubblico sui fini istituzionali dell’organizzazione.

E vale la pena sottolineare anche la capacità di dialogo con il territorio. Il Centro è infatti attivo anche in molte collaborazioni, ad esempio con i vari campi-scuola della parrocchia, con l’Emporio della Solidarietà per il trasporto degli alimenti, con Coop. Sociale di Solidarietà I Piosi e diverse altre realtà veronesi.

Dopo l’effetto lockdown e le sue ripercussioni negative anche sul conferimento dei rifiuti nei vari centri di raccolta, a causa della chiusura della maggior parte dei centri per il rischio di assembramento e di contagio ora l’attività è ripresa a pieno ritmo.

Il grande mondo del riuso ci testimonia di una mentalità green attenta a proteggere l’ambiente sia per il nostro presente sia per le future generazioni, in cui non si punti esclusivamente sul riciclaggio, ma anche sulla riduzione della produzione di rifiuti e sul riutilizzo dei materiali. Ricordiamo infatti che la Direttiva quadro sui rifiuti del Consiglio Europeo 2008/98/CE sottolinea proprio il grandissimo problema delle enormi quantità di rifiuti da smaltire prodotte dalla nostra società, per cui il riciclaggio tradizionale non può essere visto come l’unica soluzione.

Credo che dobbiamo obbligatoriamente andare nella direzione dell’educazione, della riduzione dei rifiuti e del riuso, perché solo riducendo e riutilizzando possiamo realmente perseguire gli obiettivi ambientali necessari al benessere dell’intero ecosistema: diminuire l’uso di risorse materiali ed energetiche, ridurre la nostra impronta ecologica – il nostro personale danno al pianeta -, prevenire l’inquinamento, ridurre i gas serra.

Vorrei poi porre l’accento su un altro aspetto. Alla dimensione ambientale sono indissolubilmente legati fondamentali obiettivi sociali ed economici: fornire prodotti alle famiglie con basso reddito, creare posti di lavoro per la raccolta, la cernita, il rinnovo e la rivendita di articoli riutilizzati, dare opportunità di formazione in settori come l’artigianato, l’ingegneria elettrica, la falegnameria, la guida di veicoli commerciali, in un sistema circolare virtuoso alternativo all’economia tradizionale e consumistica.

Vorrei concludere con alcuni dati generali.

L’indagine annuale dell’Osservatorio Nazionale sullo stile di vita sostenibile, patrocinata tra l’altro dalla Commissione Europea e dal Ministero dell’Ambiente, curata da LifeGate e Istituto di Ricerca Eumetra MR, sull’atteggiamento della gente verso i temi green e la sostenibilità rileva che l’attenzione degli italiani su questa tema è molto cresciuta negli ultimi anni e sta a cuore oggi al 67% della popolazione, ossia 34 milioni di italiani. Possiamo dire che la sostenibilità è finalmente un tema popolare.

Pensiamo a quanto si stia diffondendo anche il ricondizionamento di strumentazione elettronica, laptop, server, telefoni, apparecchiature elettromedicali in disuso. Questo settore sta avendo una crescita importante, ne sono un esempio il progetto MdrE, a cui ha aderito anche l’Università di Bologna, con il Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali e il gruppo di ricerca di Ingegneria della Transizione ed Economia Circolare o l’attività di sensibilizzazione del recente Progetto green #madeincasa2020 del Politecnico di Torino e dell’Università del Piemonte Orientale.

I consumatori chiedono anche alle aziende attenzione alla sostenibilità sociale e ambientale. In casa il 77% predilige elettodomestici a basso consumo e lampadine Led. C’è richiesta di installazione di colonnine per la ricarica delle auto elettriche. E’ sentita anche la domanda di potenziamento di mezzi pubblici e di alberi e aree verdi. Il 97% dei cittadini si dichiara d’accordo con la decisione dell’Unione Europea di mettere al bando l’usa e getta e di ridurre l’uso di plastica. Anche le vacanze sostenibili sono un tema che si sta facendo strada.

C’è una spinta al cambiamento che viene dal basso e che sono fermamente convinto la politica debba sostenere ed appoggiare con azioni concrete e coraggiose.