4 Settembre 2020 Giandomenico Allegri

Gli agricoltori veneti devono essere tutelati. Servono in Regione gli Stati generali del clima.

Il fatturato agricolo veronese è di circa 2 miliardi di euro, il 35 per cento del totale regionale, ma il cambiamento climatico lo minaccia sempre di più e il maltempo recente in città e provincia porta in primo piano il problema dell’assicurazione contro i danni.
La preoccupazione delle associazioni di categoria, che prevedono polizze destinate ad aumentare e chiedono di rivedere i parametri di risarcimento, deve essere presa sotto la propria ala dalla Regione Veneto e trasformata in un punto d’agenda forte dentro gli Stati generali del clima: un’iniziativa non più rinviabile.
Agli Stati generali del Veneto sul clima dovrebbero partecipare le istituzioni, Arpav, le associazioni di categoria, solo così, affrontando unitariamente il cambiamento climatico, si riuscirebbe a prenderlo di petto evitando che i nostri produttori siano lasciati soli: se non lo si fa, molte parole diventeranno manifesti d’ipocrisia, vedi il parlare di “ritorno alla terra” o di nuove opportunità per quei giovani che, già da tempo, lasciano la nostra Regione.
Sono anni che le associazioni di categoria cercano di fare breccia nel mondo politico affinché riconosca e affronti le conseguenze del cambiamento climatico sull’agricoltura ma anche in Veneto le risposte sono sempre emergenziali e mai strutturali: la presenza della Regione si manifesta nel momento in cui il produttore osserva i suoi kiwi, uva e ortaggi da buttare o le piante sradicate e gli impianti dei vigneti spezzati: prima e dopo manca sempre un approccio di sistema.